Caterina e Andrea, un aperitivo organizzato all’ultimo momento, una serie di coincidenze e una tavola da condividere con amici e amici di amici.

È iniziata così, quasi per caso, la loro storia. Un incontro inaspettato a Bologna che, nel tempo, si è trasformato in un legame fatto di complicità, viaggi e momenti condivisi.

Tra le prime esperienze condivise, Caterina ne conserva una in particolare: il loro primo viaggio, quando per la prima volta si sono detti di essere innamorati. Un momento intimo e spontaneo, rimasto tra quelli che meglio raccontano il loro legame.

Lisbona e la proposta inaspettata

Qualche anno dopo, è stato un altro viaggio a segnare un nuovo capitolo della loro storia.

Andrea ha scelto Lisbona, città in cui Caterina aveva vissuto per un anno e alla quale è ancora profondamente legata. Per quel weekend aveva lasciato che fosse lei a scegliere tutto: i luoghi da rivedere, i locali, i ristoranti, quasi a voler entrare per qualche giorno nei ricordi della sua vita lì.

Dopo una cena nel suo ristorante preferito, quello in cui era solita andare con le amiche, sono rientrati in hotel. Ed è lì che Andrea le ha chiesto di sposarlo.

«Era stato un weekend magico e non pensavo potesse diventarlo ancora di più, ma come al solito Andrea trova sempre il modo di stupirmi.»

Un luogo immaginato fin da bambina

Per il matrimonio e la scelta della location, Caterina e Andrea non hanno avuto bisogno di cercare a lungo.

Palazzo de’ Rossi, a Sasso Marconi, si trova a pochi minuti dalla casa dei genitori di Caterina. Un palazzo di fine Quattrocento che lei conosce da sempre e che, fin da bambina, aveva immaginato come lo scenario di qualcosa di speciale, senza sapere che un giorno sarebbe diventato il luogo del suo matrimonio.

Poco prima della proposta, quasi per coincidenza, Caterina e Andrea avevano accompagnato i genitori di lui nel piccolo borgo che circonda il palazzo e avevano scoperto che proprio quel giorno si stava celebrando un matrimonio. Qualche settimana più tardi, quando è arrivato il momento di scegliere la location, entrambi hanno pensato immediatamente allo stesso posto. Non ne hanno visitati altri.

Anche l’estetica della giornata è nata in modo molto naturale. Caterina aveva le idee piuttosto chiare: bianco, eleganza ed essenzialità, lasciando che fosse l’architettura del palazzo a parlare.

Nessun tema costruito e nessun eccesso decorativo. Piccoli vasi con rose bianche sui tavoli, leggere nuvole di fiori bianchi per la cerimonia e pochi dettagli blu petrolio. Una scelta pensata per accompagnare gli spazi senza sovraccaricarli.

La musica ha seguito il ritmo della giornata: il violino durante la cerimonia e l’aperitivo, poi il DJ durante la cena e la festa.

Per Caterina e Andrea, infatti, eleganza non significava formalità. Desideravano soprattutto una giornata che li rappresentasse: intima ed emozionante durante la cerimonia, ma capace poi di trasformarsi in una vera festa, riunendo nello stesso luogo amici e persone care arrivate anche da lontano.

Allestimento leganted essenziale per il matrimonio di Caterina sposa Peter Langner

La scelta dell’abito Muriel

La ricerca dell’abito da sposa è iniziata per Caterina subito dallo Showroom di Peter Langner a Milano, grazie a una delle sue più care amiche, che all’epoca lavorava per la Maison e l’ha accompagnata durante tutto il percorso.

Era la sua prima esperienza in atelier e non sapeva ancora esattamente cosa aspettarsi. Ma la sensazione provata indossando Muriel è stata unica: Caterina si è riconosciuta immediatamente nelle sue linee, nella sua essenzialità e nel modo in cui l’abito seguiva e valorizzava la figura.

A colpirla è stata soprattutto la sua costruzione: una silhouette pulita, precisa e fortemente architettonica.

Per Caterina, che dell’architettura ha fatto il proprio lavoro, il legame è stato immediato.

«L’architettura è il mio lavoro e tutto nelle linee dell’abito era pura perfezione.»

Il tessuto, l’elemento che rende Muriel unico

Muriel è una variazione dell’abito Amsale Icon, uno dei modelli iconici di Peter Langner, reinterpretato in un prezioso tessuto di rafia e seta.

Il tessuto è uno degli elementi che ha conquistato Caterina fin dalla prima prova. La sua particolare luminosità, la sua texture e il modo in cui sostiene l’ampiezza della gonna rendono ancora più speciale una silhouette dalle linee essenziali e architettoniche.

La forza dell’abito nasce proprio da questo equilibrio: la preziosità del tessuto, la precisione della costruzione e la pulizia delle linee. Nessuna decorazione superflua perché, come racconta Caterina, Muriel non aveva bisogno di altro.

La vestibilità perfetta

Anche le prove successive sono diventate parte integrante dell’esperienza. Nello Showroom  di Milano, Caterina è stata accompagnata passo dopo passo nella definizione dell’abito, condividendo questo percorso con sua madre e con l’amica che le aveva fatto conoscere la Maison.

La personalizzazione è stata minima ma precisa: una piccola modifica allo scollo e un lavoro attento sul punto vita, perfezionato prova dopo prova fino a ottenere una vestibilità che Caterina descrive con un’immagine molto semplice: “sembrava di indossare un guanto”.

A rendere ancora più significativo il percorso è stata la possibilità di vedere non soltanto lo showroom, ma anche la sartoria di Milano dove ogni abito prende forma. Vedere da vicino il lavoro dei sarti, la precisione di ogni intervento e la cura dedicata alla costruzione dell’abito le ha permesso di comprendere ancora più profondamente il valore di ciò che avrebbe indossato.

“Vedere con i propri occhi non solo lo showroom, ma anche il laboratorio dove tutto prende vita e forma mi ha fatta innamorare ancora di più del vestito, ma anche di tutto il lavoro che c’è dietro.”

Il velo e i dettagli

Per completare il look, Caterina ha scelto un velo Peter Langner, leggero e delicato, impreziosito da tante piccole perle bianche. Anche questo dettaglio porta con sé un significato personale: è stato un regalo della stessa amica che l’aveva accompagnata nella scelta dell’abito e che, conoscendola bene, era certa che quel velo sarebbe stato quello giusto.

Per gli accessori, Caterina ha scelto di indossare gioielli a cui era già profondamente legata, ricevuti in dono dalla sua famiglia e da Andrea, che sono diventati anche il suo “something old” e “something blue”.

Un ultimo dettaglio è nato invece durante il percorso con Peter: i cuscini portafedi realizzati nello stesso tessuto di rafia e seta dell’abito. Un suggerimento di Peter che ha permesso di portare un elemento dell’abito anche all’interno della cerimonia

Dall’emozione alla festa

La cerimonia è stata il momento più intenso della giornata. A celebrarla è stato il fratello di Caterina, rendendo ancora più personale un momento già profondamente emozionante.

Caterina ricorda soprattutto lo scambio delle promesse: dichiarare davanti alle persone più care il proprio amore e gli intenti per il futuro ha dato a quel momento un significato ancora più forte. E poi i discorsi degli amici, le parole inaspettate, l’emozione dei genitori e la gioia incontenibile nel pronunciare il sì.

Dopo la cerimonia, l’atmosfera ha lasciato spazio alla festa, proprio come Caterina e Andrea avevano desiderato fin dall’inizio.

La musica, la cena, gli amici finalmente riuniti nello stesso luogo. Tra i ricordi più vivi, Caterina conserva il momento del loro ingresso a cena, accolti dal boato degli invitati.

«Volevamo divertimento e abbiamo vissuto tutta la giornata con l’entusiasmo e la gioia di due bambini.»

CREDITI

CATERINA & ANDREA

Sposa: Caterina @caterinameteori
Sposo: Andrea
Abito da sposa e velo: Muriel, Peter Langner
Wedding planner: @sarapenazzi_eventi
Fotografia: @silviaroli con@matteoluppi_videography 
Video e Drone: @karma_wedding_video
Location: @palazzoderossi 
Flower @antica_fioreria_ravenna
Catering @eventicatering_taste
Service @radiosataservice
Drink @soulclubravenna

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